Le News di GIOVEDI' 19 LUGLIO 2007

Il Presidentissimo Urbano Cairo raggiunge il ritiro di Malles

Come annunciato il presidentissimo Urbano Cairo nel trado pomeriggio ieri ha raggiunto il ritiro di Malles in Trentino per porgere il suo saluto alla squadra, gustarsi l'allenamento del suo nuovo tecnico Novellino ed addirittura cimentandosi poi in una partita mista tra giornalisti, dirigenti e giocatori, finita in parità 8-8, con Cairo che si è divertito parecchio cimentandosi in ogni ruolo, dal portiere all'attaccante.
Poi come al solito con la sua consueta gentilezza e disponibilità si è concesso ai microfoni ed ai taccuini dei giornalisti presenti per fare il punto della situazione sul nuovo Toro che sta nascendo.

"Sono sosddifatto del ritiro di Malles, una cittadina mervaigliosa che ci ha accolto con grande entusiasmo ed una bella ospitalità. Le strutture sono ottime e tutto è perfetto afinchè la squadra possa prepararsi nel migliore dei modi.Sono poi soddisfatto per come stiamo lavorando e ciò lo percepisco anche dalla soddisfazione dei tifosi e questo non può che farmi enormemente piacere.La campagna abbonamenti sta decollando in maniera straordinaria. Insomma abbiamo davvero intrapreso la strada giusta.Abbiamo fatto dei sacrifici, ho speso quasi tredici milioni di euro e tra entrate e uscite, quanto alle trattative chiuse, siamo la seconda squadra in Italia che fino ad ora ha speso di più. Ma il mercato vi assicuro non è ancora finito e ci saranno ancora delle sorprese.Insieme ad Antonelli e Lupo stiamo calcando altre piste interessanti, stiamo tenendo d'occhio altri giocatori e stiamo all'erta per fare altri buoi affari.Al 90% possiamo dire che il Toro è pronto ma manca ancora qualcosa e questo qualcosa vi assicuro che arriverà.Si, fra questi ormai non è un mistero che vorremmo chiudere al più presto pe rriportare in granata Mantovani. Antonelli ci sta lavorando ed in particolar modo si sta lavorando per convincere Franceschini ad accettare il passaggio nella società clivense. Al momento è questa l'unica possibilità per raggiungere il centrale dell'Under 21."

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Ventola: "Se sto bene vedrete ....farò almeno 10 gol"

Ieri nel ritiro di Malles è stato presentato ufficialmente alla stampa Nicola Ventola.

«Siamo una squadra che ha rapidità, forza fisica e qualità, davanti siamo tutti competitivi, per Novellino non sarà facile scegliere i titolari - è pronto alla nuova sfida Ventola, che Cairo ha legato al Toro con un contratto biennale - io posso solo promettere che mi impegnerò a morte per ritagliarmi uno spazio importante. Lo so che nel calcio nulla è dovuto, me l’ha insegnato Fascetti. E’ stato il mio maestro. Però, se la salute mi assiste, posso fare più di dieci gol». Novellino lo sta provando a più riprese in coppia con il fantasista ex Palermo: per ora, l’intesa è tutta da migliorare. «Datemi tempo per ingranare - Ventola - non sono ancora in grandi condizioni, d’altra parte in allenamento stiamo svolgendo un lavoro massacrante, mai sostenuto nella mia vita. E poi i primi test servono soprattutto per trovare i movimenti giusti. Tra un mese, sarò il vero Ventola.
Avrei voluto approdare al Toro già a gennaio, tutte le parti avevano trovato l’accordo mancava solo l’altro attaccante per l'Atalanta. Negli ultimi 20 minuti sembrava fosse fatta, ma ormai avevo deciso di rimanere, anche perchè avendo un figlio piccolo non potevo fare il pacco postale.
Ora finalmente sono qui e felice di esserlo. La trattativa può essere sembrata un pò lunga e laboriosa ma io avevo già dato la mia parola a Cairo e vi assicuro non ho rimpianti sebbene mi avesse cercato una squadra come l'Olympiakos che quest'anno disputerà la Champions.
Qui al Torino c'è un progetto serio e molto interessante e sono felice di farne parte.
Prenderò la maglia numero 9 e per me sarà un onore indossarla. Mi sono sempre ispirato a Boksic un attaccante scardina difese."

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Mantovani rivuole il Toro

Sempre in auge la trattiva del Torino con il Chievo che dopo Lanna vorebbe portare in granata pure il già ex Andrea Mantovani. Ormai è stranoto che per arrivare al forte centrale da tempo punto fermo inamovibile dell'Under21 di Casiraghi il Torino dovrà provarsi di Franceschini il quale prende tempo per decidere.
Nel frattempo Mantovani in ritiro con il Chievo lancia segnali d'amore per il Torino, squadra incui è nato e per cui ha sempre tifato.

"In questo momento mi sto allenando in ritiro con il Chievo e sto lavorando duramente perchè sono un professionista serio pronto al dare il massimo sia per il Chievo o se sarà per il Toro. Certo se potessi tornare a casa sarei felicissimo inutile negarlo. Negli utlimi tempi anche l'Atalanta ha chiesto di me, ma se proprio dovessi scegliere farq ueste due società importanti ed ambiziosi di certo seceglierei di tornare al Torino.La trattativa è laboriosa e complicata, ma io sono sereno e continuo a lavorare con impegno come ho detto.Sono contento che Lanna abbai coronato il suo desiderio di approdare al Toro e chissà forse lo raggiungerò presto anche io."

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Febbre granata per la super sfida al Tottenham

Da leggonline.it

Lo sbarco dei mille granata a Londra. Sale la febbre per la sfida contro il Tottenham sabato 4 agosto. Il più mezzo più gettonato è l'aereo. La Ryanair propone voli da Torino e Bergamo da 53 euro con arrivo a Stansted. Il treno dall’aeroporto a Londra costa 21 sterline. 25 e 20 i prezzi dei biglietti dello stadio White Hart Lane, che ha una capienza di 36.240 posti.

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Secondo portiere:Manitta o Avramov, ma Fontana sogna

Da leggonline.it

E’ cominciata la caccia al successore di Taibi. Dopo aver sistemato gli undici titolari (o quasi: presto arriverà Mantovani, poi ad agosto si tenterà di chiudere per Pinzi ed un’altra punta), Antonelli e Lupo stanno cercando il secondo portiere da affiancare al numero uno Sereni, impegnato fin dal ritiro a cancellare il ricordo di Abbiati.
Perduto Sicignano, finito al Frosinone, il Toro ha chiesto al Livorno Emanuele Manitta, 30 anni, secondo di Amelia la scorsa stagione, in passato al Messina (5 anni) e al Napoli (2). Il suo arrivo dipende anche dall’esito dell’ultimo assalto granata per Vlada Avramov, talento serbo di Novi Sad, nel giro della nazionale. Il suo cartellino è della Fiorentina, che nell’ultima stagione l'ha prestato al Treviso.
Ma in società prende corpo anche un’altra soluzione: la promozione di Jimmy Fontana, il terzo portiere che è un’istituzione. A Malles, lui che è nato a Torino ed è un grande tifoso granata, ha già incassato i complimenti di Novellino e del nuovo preparatore Gandini.
«Ringrazio tutti, se ci sarà l’occasione non me la lascerò scappare», dice Fontana, cauto nelle parole, ma con un sorriso grande così.

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Pierluigi Marengo : "Sempre Forza Toro ! "

Intervista a cura di Fabrizio Leoni

Prima parte

Il 4 maggio, nel pieno della tempesta, finita la commemorazione mi stavo aggirando bagnato ed infreddolito per la piazza di Superga cercando qualche spunto per non scrivere le solite noiosissime cose. D'un tratto sentii una voce che con fare allegro ed un po' irriverente chiamava Cairo (che si trovava nel mezzo della folla): "Presidente…Presidente…" e poco dopo Cairo lo salutò. Si trattava dell'avvocato Marengo, il lodista, amato, odiato, uno di quelli che con tanto coraggio ed alla faccia di chi ci stava schiacciando ebbe SUBITO il coraggio di rilevare le macerie granata per iniziare a ricostruire una squadra, una storia ed una dignità. Ecco lo spunto! Perché non gli chiedo un'intervista? Secondo me ha qualcosa da dire! Pochi giorni dopo gli telefono e si dimostra subito disponibile, si "sente" che ha voglia di dire qualcosa. Tra una cosa e l'altra combiniamo per venerdì 13 (bella data). Lo raggiungo nel suo studio nella piazza del monumento in corso Vittorio. Bel palazzo, molto antico. Ascensore di una volta, però all'interno è fresco, meno male, oggi il caldo è davvero insopportabile. Sono appena stato dal dentista, spero di non biascicare le parole…mi accomodo, chiedo di andare in bagno e noto nei pressi del wc un pacchetto di fazzolettini della juve…quest'uomo già mi piace…esco e mi chiamano subito. Entrando mi tende la mano sorridente. Il suo ufficio è un po' in penombra, molto bello, sobrio e con un sapore antico. Sulla destra le foto dei momenti belli del nostro Toro. Incominciamo l'intervista che vi invito a leggere per intero poiché ci sono delgi aspetti che nessuno conosce.

F.L.: Se le diciamo forza Toro, lei che cosa ci risponde?
E' ciò che è uscito dalla mia bocca dopo il primo vagito…essenza di vita. Ed è stato anche un pesante condizionamento di mia figlia, altrimenti la cacciavo di casa…

F.L.: Perché secondo lei alcuni tifosi avevano messo in dubbio la buona fede del vostro intento?
Perché i media avevano dato una visione molto distorta ed alcune volte addirittura palesemente falsa di ciò che stava avvenendo in quei giorni. Premesso che io contesto il fatto che alcuni tifosi abbiano contestato la nostra buona fede, diciamo che alcuni tifosi hanno contestato la nostra ingenuità, fu una cosa di taluni in un momento in cui i media facevano una cassa di risonanza eccessiva, errata, modificando le situazioni ogni quarto d'ora, la gente non capiva più nulla, non sapeva dove dirigersi, dove stava la verità e li ci fu la presentazione di Urbano Cairo come una sorta di messia e quei giorni che noi ci mettevamo per andare a conclusione furono letti come un rifiuto nei suoi confronti, cosa assolutamente sbagliata. Urbano Cairo arriva a Torino il 17 di Agosto, primo incontro il 20 di agosto, abbiamo chiuso tutto il 31 agosto, ci abbiamo messo 10 giorni. La cessione di quote di una società ha degli aspetti tecnici che la piazza non riusciva a capire, soprattutto perché i media non glielo spiegavano: siamo stati 3 giorni ad esaminare gli estratti conto, c'è voluto un giorno per averli dalla banca, ci sono dei tempi obbligatori da rispettare, c'è stata un'assemblea straordinaria il 25 di agosto, un'assemblea di una società non può essere convocata nel giro di 5 minuti perché sarebbe nulla, gli statuti prevedono delle modalità di convocazione. Sicuramente c'è stato da parte dei media un rimarcare delle cose che non esistevano o ingrandire delle problematiche che erano delle modalità normalissime in quel contesto. Alcuni giornalisti di primissimo piano tra cui per esempio Michele Ruggiero della Rai circa un mese dopo mi dissero "purtroppo in quei giorni non abbiamo pensato, ci siamo solo preoccupati di diffondere il più possibile ogni quarto d'ora e nessuno di noi si è fermato a ragionarci su. Dopo, a mente libera, ripensandoci abbiamo compreso tantissime cose" e quindi ci sarebbe voluto un attimo di pazienza da parte di tutti.

F.L.: Giovannone è davvero un personaggio così ambiguo come sembra?
Giovannone non è ne un grande personaggio ne il diavolo, per come io l'ho conosciuto. Noi facemmo un appello pubblico, una conferenza stampa dando i nostri numeri di cellulare e rivolgendoci agli imprenditori, ai cosiddetti "ricchi" dicendo loro guardate, noi la locomotiva l'abbiamo messa sui binari, adesso c'è bisogno dei vagoni e del carbone per farla andare. A questo appello rispose solo lui il giorno dopo. Telefona, fissa un incontro con Rodda e gli dice "io vorrei essere nel gruppo degli imprenditori di questo nuovo progetto Toro ed ho la disponibilità di 2.000.000 di euro da metterci dentro" e noi ne prendiamo atto. Dopo una settimana lo richiamiamo e gli comunichiamo che lui era l'unico che si era fatto avanti. A quel punto lo sentiamo un po' titubante, quasi spaventato, comunque gli diciamo che noi saremo andati avanti con altre iniziative, azionariato popolare incluso, ed a quel punto lui ci informa che nel giro di 6-8 mesi avrebbe messo a disposizione altri 3.000.000 di euro. Questo a fine luglio. A quei tempi questa era la figura e la volontà di Giovannone, niente di più. Dopodiché lo abbiamo presentato al Sindaco e parlando ci siamo trovati tutti concordi nel dire che nel momento in cui fosse arrivato un Paperon de Paperoni noi avremmo subito ceduto le nostre quote. Quando arriva Cairo, in conferenza stampa al bar Norman, tutti noi gli confermiamo questa cosa. Ci si vede poi il 20 agosto ad Asti nello studio dell'avvocato Trombetta ed a quel punto Cairo inaspettatamente rompe la trattativa. Dice "non se ne fa più nulla, mi spiace, comunque mi siete simpatici, comprerò una ventina di abbonamenti per darvi una mano" poiché lamentava i famosi rapporti in essere con i dipendenti, la cosiddetta "continuità aziendale" che, se realmente si fosse verificata, lo avrebbe costretto a farsi carico del debito pregresso. In parole povere, secondo lui noi avevamo assunto troppe persone, giocatori e dipendenti (tra i dipendenti c'erano Comi, Benedetti, Pigino, Tina Rossi, quello che segue lo stadio, il magazziniere, persone comunque indispensabili), persone come Ardito, Brevi, gente che poi ha portato in A quella squadra. A quel punto io gli chiedo di non dire nulla ai giornali per il momento, avremo detto solo che c'era stato questo primo incontro interlocutorio. Nel mentre chiamiamo il sindaco, pregandolo di trovare un posto di lavoro a queste persone e lui si rende immediatamente disponibile. Esco da quell'incontro, salgo in macchina, faccio 100 metri e mi arrivano le prima telefonata dei giornalisti che mi chiedono informazioni sulla rottura della trattativa. Cairo aveva già divulgato la notizia. A quel punto torno giù a Torino e chiamo immediatamente Rodda, Giovannone e quei 3 o 4 altri che ci seguivano e faccio presente che la trattativa è saltata, non c'è santo, e noi comunque dovevamo mettere la squadra in campo. A quel punto Giovannone ci dice "datemi un giorno", era sabato. Lui parte la domenica mattina presto e torna verso l'una di notte. Viene subito a casa mia e mi dice "non ci sono problemi per i soldi, sono stato a Cortina, ho incontrato una persona che mi ha garantito che avremo tutte le coperture bancarie che ci possono interessare". A quel punto io gli dico che comunque avrei voluto parlare con questa persona, che avremo aperto un tavolo e dopo senza alcun problema sarebbe entrato a far parte del progetto.

F.L.: Chi era questa persona?
Questa persona scoprii dopo essere Mezzaroma, il pluri miliardario (in euro), padrone della Lazio, della Roma, di Capitalia e via dicendo, suocero di Lotito. Due giorni dopo Cairo ritorna sui suoi passi e dice "lo prendo comunque il Toro". A quel punto Giovannone, nonostante la sua azione brillante dice "va bene, lo cedo". Il giorno dopo invece, preso da un colpo d'orgoglio o da non so che cosa ritratta e sparisce. Comunque sia si era nei giorni antecedenti l'assemblea straordinaria, giorni nei quali comunque non avremmo potuto fare nulla. Questo la gente non lo sapeva poiché nessuno glielo ha mai detto. In più Giovannone si è sentito insultare da tutti, lui, la famiglia, il fatto che fosse ciociaro (anche Andreotti lo è), si è sentito insultare su tutto, lo hanno minacciato di morte e li caratterialmente ha avuto un momento di incontrollabilità assoluta tant'è che poi era anche arrabbiatissimo con me e Rodda e non ci rispondeva più al telefono.

F.L.: Quindi si può comunque asserire che voi eravate seriamente intenzionati a cedere il Toro?
Assolutamente. Avremmo però voluto cederlo in un altro modo. Con delle trattative non conflittuali, dicemmo da subito che non chiedevamo un euro, ci tengo a precisare che De Laurentis ha preso il Napoli da chi aveva fatto il lodo pagando 30.000.000 di euro ed era un lodo sulla C1, non sulla B, e noi eravamo disposti a darlo gratis anche se avremmo potuto chiedere dei soldi, era nostro in fondo, ma avremmo voluto cedere l'80%, non il 100%. Nella nostra visione c'era il Toro di Pianelli, dove lui aveva il 65% e poi una ventina di azionisti di Torino, del bel mondo della nostra città e tutti del Toro. Noi avremmo voluto che Cairo avesse l'80% e con quella quota poteva fare tutto quello che voleva, ma anche con una presenza di soci-tifosi dentro. Una quota di minoranza in una società da un unico potere: il controllo. Se ad esempio Cimminelli avesse avuto dei soci di minoranza, queste persone avrebbero potuto impedirgli di fare quello che ha fatto, oppure sarebbero stati complici e colpevoli insieme a lui. La nostra richiesta del 20% è stato l'unico scontro o dibattito in quella trattativa, mai è stata messa in dubbio la cessione, semplicemente io ho provato a resistere leggermente sul cedere la totalità senza riservarci (per i motivi detti) un 20% del Toro. Ci tenevo troppo a voler vedere un po' di Torino nel Toro.

F.L.: Quanto c'è di vero nel fatto che Cairo non abbia sborsato nulla per rilevare il Toro?
Cairo non ha dato una lira, lo ha preso semplicemente ridandoci 10.000 euro che era la somma da noi messa come capitale sociale, poi ha rimborsato di 180.000 euro Giovannone e 50.000 euro che avevamo messo io, Rodda e Cena per effettuare il lodo. Non ha pagato un euro le quote. Ricordo che proprio in sede di trattativa io chiesi a Cairo un accordo verbale da gentiluomini: noi non avremmo chiesto nulla ma lui i 20.000.000 di euro che valeva il Toro li avrebbe messi per costruire e migliorare la squadra: ci lasciammo con questo e con la richiesta che io feci a Cairo di dare un abbonamento ai 15 soci che avevano tirato la barca in quell'estate, io e Rodda esclusi. Questi abbonamenti non arrivarono mai. Quindi noi non abbiamo avuto nemmeno un abbonamento.

F.L.: Una persona come lei o come Rodda, è possibile che quando cerca di interessarsi alle sorti del Toro diventi automaticamente un personaggio scomodo?
Sicuramente io ho subito sulla mia pelle varie ritorsioni, palesi e sotterranee, più d'una. Guarda caso Rodda non è stato rieletto alla presidenza dell'API dopo la vicenda Toro, capiamoci. Questo che vado a dire è una cosa molto forte: il fallimento del Toro è stata una cosa, se non voluta, sicuramente "piacevole" che si verificasse per i poteri forti di questa città. Non dimentichiamo che in piena vicenda Lodo, mentre noi iniziavamo a muoverci, il dott.Girando allo Sporting ebbe a dire "tanto quei quattro straccioni non ci riusciranno ed io mi prendo il Comunale". Disse proprio questo, anche se poi sui giornali cercò di sminuirla dicendo che non era proprio così, che era una battuta scherzosa. Certo è che la famiglia Agnelli dagli anni '60, per voce di Umberto ed anche di Gianni e pure ribadito da Girando ha sempre detto che "a Torino due squadre sono troppe". Il Lodo poteva farlo chiunque, chiunque avesse una società di capitali, una S.r.l. e 50.000 euro da allegare alla domanda da mandare a Roma in Federazione. Nessuno in questa città, dei grandi tifosi "nobili" del Toro, dell'industria, del mondo dello spettacolo, della politica, nessuno si fece avanti, nonostante tutti dicessero di star passando l'estate più brutta della loro vita, nessuno di loro ha pensato di mettere il paracadute al Toro. Anche io speravo che si vincesse al consiglio di stato anche se, avendo visto gli atti, da avvocato avevo detto che era impossibile, a volte si fanno delle sentenze anche "politiche", nessuno lo ha fatto perché questa città voleva il fallimento del Toro poiché avrebbe risolto tutta una serie di problemi. La juve si sarebbe portata a casa le nostre giovanili e lo stadio come campo di allenamento e per gli eventi ed il discorso era chiuso. Quindi il fatto che io e Rodda ci si sia messi a fare il Lodo ha per noi significato metterci contro la città, contro i poteri forti che governano o meglio, governavano Torino.

F.L.: Era quello che volevamo sentire, anche se tutti lo abbiamo sempre immaginato.
Io, in torino, sono noto come il più anti Fiat ed anti Agnelli che ci sia in città poiché ho avuto il coraggio nel 2004 di scrivere il primo libro in cui si elencano i danni provocati dalla famiglia Agnelli a questa città, sono proprio visto come il diavolo dalla famiglia. Una delle cose che mi ha fatto sorridere in quei giorni è stato leggere che io ero d'accordo con Moggi, Giraudo e la famiglia nell'affossare il Toro, pura follia, noi non ci parleremmo mai, ripeto, io sono stato l'unico ad avere il coraggio di scrivere un libro sui danni che loro hanno fatto a questa città ("Pierluigi Marengo, Torino Fiat Voluntas, edizioni I.E. Italia"), a partire dal nonno fino al 2004. Pensi, in quel periodo è stato il terzo libro più venduto a Torino e La Stampa non ne ha parlato…

F.L.: In tutto quel marasma, che ruolo ha avuto il Sindaco?
Il sindaco ha avuto un ruolo indiscutibilmente importante. Diciamo che il voto che gli do è un 4 per il periodo antecedente a noi poichè da Sindaco e da granata non ha fatto nulla per stimolare un Lodo salvifico in tempo. Questa assenza io la lego all'assoggettamento a certe volontà della città che gli hanno impedito di fare certe cose. Gli do poi un 7/8 per il periodo ante Cairo, ed includo anche Paolo Peveraro, perché effettivamente ci ha supportato molto dandosi molto da fare, è stato anche determinante nel reperimento dello sponsor per completare il versamento di 1.300.000 euro del Lodo, lo stesso Cairo ci mise 2 mesi per trovare uno sponsor, i tempi sono quelli, non sette giorni come abbiamo avuto noi. Scendo nuovamente col voto quando è arrivato Cairo poiché avrebbe dovuto spiegare alla gente quello che stava succedendo, avrebbe dovuto tenere una posizione di comunicazione, comunque gli lascio la sufficienza. Chiamparino nella vicenda Lodo ha avuto un ruolo comunque importante.

Seconda parte dell'intervista :

F.L.: In tutto quel marasma, che ruolo ha avuto il Sindaco?
Il sindaco ha avuto un ruolo indiscutibilmente importante e la mia valutazione del suo operato è su tre distinte fasi. Per il periodo antecedente al nostro intervento, il voto che gli do è un 4, poiché, da Sindaco e da granata, non ha fatto nulla per stimolare alcun Lodo, rimanendo inerte davanti alla sempre più probabile scomparsa del Toro, anche se, questa assenza, tendo a leggerla nelle pressioni che, probabilmente, certa parte della città gli fece verso quel ruolo. Gli do poi un 7/8 per il periodo ante Cairo, e, in quel voto, includo anche l'assessore Paolo Peveraro. I due, in perfetta sintonia tra loro, ci supportarono molto, operando, in modo particolare, per i reperimento di uno sponsor capace di versarci quel 1.200.000 euro che ci permise di pagare l'importo del lodo e mi riferisco alla SMAT. Occorre tenere presente che quello sponsor, con il relativo versamento, fu reperito in meno di una settimana e nel periodo ferragostano; Cairo, in ben altro e più facile periodo, ci mise 2 mesi per trovare nella Reale Mutua il successivo sponsor principale del Toro. Scendo nuovamente col voto per il periodo successivo all'arrivo di Cairo e lo faccio perché ritengo che, in quei caldi momenti, il Sindaco avrebbe dovuto essere più terzo rispetto alla vicenda in atto e certamente più comunicatore di quanto, veramente e realmente, stata accadendo; probabilmente in quei giorni bollenti il suo essere tifoso ha prevalso sul suo essere Sindaco e, come molti tifosi, si è lasciato andare sull'onda dell'emotività. Voglio pensarla così. Nel complesso comunque credo che la sufficienza per il Sindaco sia stata piena.

F.L.: Questa gestione ha tenuto conto in qualche modo che senza di voi non ci sarebbe stato nulla, almeno un grazie o una stretta di mano?
Io vedo Cairo come un tipico esempio di uomo d'affari milanese che valuta tutto a denaro o, meglio, che finalizza tutto a reddito e ricchezza, peraltro atteggiamento non sbagliato per un imprenditore, anche se da me non pienamente condiviso. In lui vi era sicuramente, in quel momento, la certezza che noi, nonostante precise affermazioni contrarie, gli avremmo chiesto molti denari per cedergli il Torino; noi, invece, eravamo diversi, ma lui, come uomo d'affari qual è, non riusciva a comprendere il nostro essere tanto romantici e tifosi del Toro da fare per mero sevizio tutto ciò che abbiamo fatto ed allora, diede, secondo me, il via alla comunicazione monodirezionale. Più noi venivamo messi al muro ed assediati e meno c'era la possibilità che gli chiedessimo soldi per il Toro. Se fossimo stati un po' meno romantici, saputo che vi era un interessato al Toro, avremmo potuto depositare (incassando tra l'altro bei soldi) in una finanziaria svizzera le nostre quote, per poi dare il via libera alla cessione con l'onere, in capo all'acquirente, di riscattarle, versando quei giusti denari che valeva, al momento il Toro, ovvero non meno di 15/20 milioni di euro. Noi invece non lo abbiamo nemmeno pensato, ma Cairo, ripeto come uomo d'affari qual è, non poteva assolutamente crederci tanto romantici e non lo poteva perché, ritengo, non è nella sua testa il pensare che qualcuno possa massacrarsi, come fecimo noi, solo per spirito di servizio. In poche parole, Cairo usò l'arma della comunicazione in modo fortissimo e, penso, lo fece per un preciso motivo: più noi eravamo pressati e meno avevamo capacità contrattuale per chiedergli soldi; portandoci ad avere il cosiddetto "cappio intorno al collo", noi avremmo dovuto firmare alle sue uniche condizioni. Torno a dire che ci sta, fa parte di un certo mondo degli affari, ho visto di peggio. Però di solito, una volta concluso l'affare, ci si da la mano ed amici come prima. Anzi, normalmente, è tutt'al più chi stato svantaggiato nella vicenda che tende a non accettare una riconciliazione; in questo caso è successo l'esatto contrario, noi gli tendemmo la mano e Cairo la rifiutò. Questo è, principalmente, quello che io e Rodda lamentiamo: il non esserci arrivato un grazie pubblico da Cairo, il non essere stati ufficialmente ricordati al Centenario, nonostante la certezza che senza di noi non vi sarebbe stato Centenario e Cairo non avrebbe mai avuto il Toro; senza di noi, e questo è chiaro a tutti, non ci sarebbe più stato il Toro, tutt'al più ci sarebbe stata una nuova squadra che, adesso e nella migliore delle ipotesi, sarebbe in C1 e giocherebbe al Ruffini. Questa è la grande delusione sotto il profilo umano che abbiamo avuto da Cairo. Tra l'altro, poco prima di firmare, siamo andati in una camera io e lui (quando gli chiesi gli abbonamenti per i miei collaboratori, quelli che non sono mai arrivati) per metterci d'accordo sul come dirigere la conferenza stampa del passaggio di quote: l'accordo fu che lui, dopo il suo intervento, mi avrebbe dato la parola ringraziando i lodisti e, pubblicamente, ci saremo stretti la mano. Andiamo, invece, in conferenza stampa e non solo non ci ringrazia e non ci da la mano, ma addirittura polemizza con me, dicendo che io ho cercato di fare il furbetto. Restai allibito, tanto da neppure replicare; l'accordo era ben altro e ben altro ci meritavamo da Cairo che, solo grazie a noi, era appena divenuto Presidente e padrone del Toro senza spendere un centesimo per comprarlo. Questa è stata la cosa che mi ha fatto in assoluto più male e, altrettanto, è stato per Rodda e Bellino. Ho pensato spesso ai motivi di quel, per me, inconcepibile comportamento di Cairo, l'unico che ho trovato plausibile e nel suo carattere. Cairo, lo dimostrano i suoi gesti e il suo essere omnipresente su tutto ciò che è pubblico, è certamente molto egocentrico e con un forte senso del protagonismo e, quindi, l'idea che, nella storia, il salvatore del Toro comunque non è stato e non sarà mai indicato in lui, poiché sui libri resterà scritto che i Lodisti hanno tirato fuori il Toro dalla cancellazione, con il mio nome quale primo Presidente del nuovo corso, probabilmente lo disturba moltissimo. Probabilmente è conscio che, passato il suo periodo di Presidenza, lui sarà ricordato come uno dei tanti che sono stati Presidenti del nostro Toro, ma che il grande salvataggio e la creazione del nuovo corso societario non sarà ascritta a lui, ma a me, Rodda e Bellino. Tutto ciò, penso, possa spiegare la sua volontà univoca di cancellarci il più possibile dalla memoria granata e l'astio palesato verso di noi, mentre, da parte nostra, non vi è alcun particolare acredine verso di lui. Poi ci sono anche alcune frasi di Cairo che ci diedero e ci danno un certo fastidio. Su tutte il suo falso dire che fu lui a salvare il Toro, mentre lui arrivò a Toro salvato da noi, e il suo continuo ripetere che lui fece la squadra sette giorni: la squadra, al suo arrivo, era già fatta ed organizzata, lui si limitò a rilevare i 16 giocatori da noi acquisiti, aggiungendo, e questo e merito suo, alcuni veri ed importanti rinforzi, tra cui, in particolare, Rosina. Non dimentichiamo che, quando Giovannone disse pubblicamente "porterò Muzzi, Manfredini ed Inzaghi", apriti cielo; tutti in coro ad urlare che non si volevano gli scarti della Lazio, poi Muzzi arrivò con Cairo e fu acclamato come quel grande giocatore che è stato per noi nei passati due anni. In ultimo una cosa che non ho mai capito di Cairo, ovvero perché non depositò alcuni contratti da noi già definiti, tra cui Ezio Brevi, Nervo, Kamarà e Ferraresi, salvo poi il rilevarlo a gennaio. Pensi, tanta era la disinformazione di quei momenti, che addirittura ci accusarono di aver fatto saltare un'amichevole perché non avevamo le maglie, ed, anche quello mi fece male; noi avevamo tutto, maglie comprese, semplicemente, avendo firmato due giorni prima con la Smat, non potevamo contrattualmente mandare in campo un squadra senza lo sponsor riportato sulle maglie, nemmeno per una partita amichevole ed è chiaro che non era assolutamente possibile, in 48 ore, predisporre il logo e stamparlo. Ci hanno accusato, cioè, di cose indicibili e palesemente false. A fronte di ciò vi è però il positivo di tantissimo affetto datomi da migliaia di tifosi del Toro; moltissime persone tuttora mi fermano per strada solo per ringraziarmi per quanto fatto e, questo, per me è piacere allo stato puro… immenso. Il grazie dei tifosi, la loro riconoscenza, il loro affetto non ci è mai mancato… è' mancato invece un grazie da chi adesso gode anche del nostro lavoro che, credetemi, per tutto quello che ho detto ed anche per ciò che non ho detto, ma che a breve riporterò su un libro documento di quei giorni, è stato davvero difficile, quasi incredibile se ripenso a quei momenti.

F.L.: Cosa ne pensa della gestione attuale del Toro?
La gestione attuale è identica alla gestione che avremmo posto in essere noi. Se l'azionariato popolare, che per noi era il grande sogno, non avesse funzionato, noi avremmo agito esattamente come Cairo: gestione molto oculata sulle spese, con spese ridotte alla misura delle entrate, con livello di indebitamento assolutamente sotto ogni soglia di rischio. Noi, all'epoca, facemmo con i giocatori un preciso discorso: stipendi molto bassi e premi significativi per la promozione in A, ovvero un costo premi che, se si verificava come era nelle nostre previsioni, sarebbe stato ampiamente coperto dai maggiori introiti derivanti dall'essere in A. Basta controllare i bilanci della gestione Cairo e si rileva che, con la sua gestione, la differenza tra incassato dalla società e speso per la società è praticamente inesistente. Il primo anno di gestione Cairo, infatti, la differenza tra speso e ricavato, come riportato a bilancio, fu, dedotte le riserve che non possono considerarsi spese, di meno di mezzo milione di euro in passivo, quindi una sciocchezza a quei livelli. Cairo, di fatto, sta facendo il Dirigente e non il Presidente come siamo abituati a vederlo nel calcio. Un Dirigente che incassa e spende l'incassato, senza metterci soldi suoi; esattamente come avremmo fatto noi: giocatori a parametro zero, svincolati, prestiti. In serie B la Lega, nel 2005/2006, versò a tutte le squadre 4.700.000 euro a titolo di mutualità, a cui si aggiunsero i diritti Rai per le trasmissioni televisive e radiofoniche, nonchè sponsor e le varie pubblicità, tra cui quella dello stadio, e abbonamenti. Queste sono le entrate di una società. Queste entrate, con noi, sarebbero ammontate a complessivi 13.500.000 euro, come peraltro lo furono per Cairo. In A cambiano le entrate, si ragiona sui 23.000.000 di euro e, se si verificano le spese sostenute dal Toro, si verifica che, queste ultime, tanto in B che in A risultano all'incirca eguali alle dette entrate. Cairo, cioè, lo vedo come uno che fa il manager, ovvero come uno che non mette soldi suoi ma gestisce al meglio il budget che ha. Devo dire, a suo merito, che lo fa bene, anche se noi tutti ci aspettavamo che mettesse soldi suoi per permetterci quel salto di qualità che promise e che, certamente, non è possibile, visti i costi del calcio, fare senza l'immissione in società di soldi diversi dalle ordinare entrate. Se ci fatto caso, Cairo è uso dire ai media che ha speso un tot di soldi, ma mai ha riferito pubblicamente quali sono state le entrate di cui ha beneficiato il Toro. Ogni volta che un'intervista è sull'argomento economico, omette sempre di dire la cifra degli incassi, mentre è prodigo a dire quella delle spese… lui dice "ho speso…", mai l'ho sentito dire "ho messo nel Toro…". Ebbene questa è una sorta di mia "accusa" a Cairo: sta gestendo senza mettere denaro suo, dopo aver illuso noi che gli cedemmo il Toro, sul fatto che avrebbe messo, sin da subito, almeno 20.000.000 di euro suoi nelle casse societarie per rendere grande la squadra e rifare il Filadelfia; sarebbe stato solo il mettere nel Toro quelle somme che, secondo mercato e logica, avrebbe dovuto dare a noi per pagare le quote acquisite e, invece, risparmiò integralmente. E l'illusione non fu solo nei confronti di noi lodisti, lo fu anche nei confronti di tutti i tifosi, ricordo che Cairo, nell'agosto 2005, rilasciò un'intervista a Massimo Gramellini dicendo "rifarò il Toro di Pulici e Graziani", e, per far questo, occorrono quegli investimenti che, invece, mai fece.

F.L.: Al momento lei che rapporti ha con il Torino Football Club?
Ho un rapporto di cliente, nel senso che compro l'abbonamento mio e di mia figlia per andare a vedere le partite. Ho squisiti rapporti con alcuni giocatori e con persone all'interno della società, ma a livello di rapporto personale.

F.L.: Ha qualche tipo di rapporto con Cairo?
Nessuno, se non il normale salutarsi quando ci si incontra.

F.L.: Cosa vuole dire ai tifosi del Toro?
Che comunque vada, il Toro è sempre il Toro, ovvero un soggetto di fede ed amore assoluto. Voglio poi dire loro di non sperare più di tanto nell'arrivo di un messia, cosa che vedo piuttosto difficile, ma nel sperare che il mondo del calcio cambi le sue regole economiche. Io credo che il Toro possa tornare ad essere quella grande squadra che fu, per combatte ai massimi livelli, il giorno il cui il calcio cambierà le sue regole, intese come criteri di distribuzione dei diritti televisivi, che devono tornare collettivi, intese come rose predefinite ad inizio campionato, ecc. Sinceramente vedo altrimenti molto difficile pensare che il Toro possa tornare ad essere una squadra leader italiana ed internazionale. Nuovi Paperon de Paperoni, interessati al calcio, in Italia non sembrano essercene e, quelli che ci sono, hanno già fatto la loro scelta su altre squadre. Dall'estero men che meno, perché eventuali plurimiliardari esteri scendono in campo per "possedere" una città, una città importante anche dal punto di vista del bel mondo, tipo Roma, Londra, Parigi, Vienna… come hanno fatto i vari Abramovich o chi per essi. Città dove il viverci anche saltuariamente significhi comunque vivere in uno dei simboli mondiali del "bel vivere"… Torino non mi sembra abbia questa appetibilità. Vedo più possibile l'arrivo di un oligarca su Venezia che su Torino. Non dimentichiamoci, infine, che Pianelli, all'epoca strettamente legato per lavoro alla FIAT, vinse uno scudetto e poi fallì… Ciò non toglie che per me il Toro è il Toro e lo sarà per sempre.

Anche se c'è un ventilatore che mi ronza vicino sono abbastanza sudato. Certe cose si immaginano ma sentirle dalla bocca di uno dei protagonisti è un'altra cosa. Comunque sia Marengo è un vero tifoso del Toro, innamorato della maglia, con una vena romantica che i tifosi giovani stentano a capire. Tutti noi abbiamo sempre immaginato che una parte di Torino volesse affondarci, ma pochi di noi pensavano fosse davvero così. Per quanto riguarda la proprietà attuale non sta a noi giudicare, qui abbiamo esposto INTEGRALMENTE i risultati di un'intervista che forse doveva essere fatta e pubblicata già da tempo, magari da qualche illustre testata che dedica sempre le sue prime pagine e notizie ai rigatini. Chiaramente, è qui da noi disponibile lo spazio per ogni diritto di replica si desiderasse fare (chi tace acconsente). Comunque, a me è piaciuto avere la conferma che un pochino di intuizione fa parte del mio modesto cervello, e che in ogni modo c'è ancora e sempre ci sarà qualcuno che ama e che amerà il Toro per quello che è, come noi tutti.
Forza Toro, sempre e comunque.

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Un nutrito programma di amichevoli estive per il Torino

Dal Villareal al Tottenham. Dopo cinque anni, il Torino torna a respirare aria d’Europa. E’ in via di definizione il programma dei test estivi. Finora stati fissati tre appuntamenti stranieri: il quarto potrebbe essere sabato 18 agosto. Il più prestigioso è in programma a Londra, stadio White Hart Lane contro gli Spurs sabato 4 agosto alle ore 15. Martedì 7 agosto invece la nuova squadra sarà presentata all’Olimpico (ore 20,30) davanti ai propri tifosi w subito dopo (ore 21) affronterà i belgi del Bruges. Giovedì 26 luglio, a Malles (ore 17) Torino contro Larissa, squadra della serie A greca.
Queste le altre date. I granata apriranno la stagione in Val Venosta sabato 21 alle 17 contro una rappresentativa dell’Alto Adige. Domenica 29 alle 17 giocheranno contro il Treviso. Giovedì 9 agosto, amichevole a Marassi alle 20,45 contro il Genoa. Tre giorni dopo, la sfida con l'Acqui Terme (stadio Ottolenghi, ore 20,30) chiuderà la preparazione del Toro nell'Alessandrino.

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Dal sito ufficiale www.torinofc.it

Torino Football Club S.p.A. comunica il programma delle gare amichevoli, organizzate in collaborazione con la società “Media Sport Event S.r.l.” nel periodo di precampionato Serie A Tim 2007-2008.

Prima Fase (12-29 luglio 2007): Comune di Malles (BZ)

21 luglio (ore 17.00 – Stadio Comunale, Malles): Rappr. Alto Adige-Torino FC

26 luglio (ore 17.00 - Stadio Comunale, Malles): Larissa F.C. (GRE)-Torino FC

29 luglio (ore 17.00 - Stadio Comunale, Malles): Treviso F.B.C. 1993-Torino FC

Seconda Fase (1-11 agosto 2007): Comune di Acqui Terme (AL)

4 agosto (ore 14.00 l.t. - White Hart Lane, London): Tottenham Hotspur (ENG) - Torino FC

7 agosto (ore 20.30 - Stadio Olimpico, Torino): Torino FC - Club Brugge K.V. (BEL) e presentazione della squadra ai tifosi

9 agosto (ore 20.45 - Stadio “Ferraris”, Genova): Genoa C.F.C. – Torino FC: Torneo “Vincenzo Spagnolo”

12 agosto (ore 20.30 – Stadio “Ottolenghi”, Acqui Terme): A.S.D. Acqui Terme - Torino FC

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Il punto della situazione

PORTIERI
Abbiati : Fine prestito, rientrato al Milan e ceduto all'Atletico Madrid
Taibi : Ceduto all'Ascoli
Fontana : confermato
Sereni : Svincolato dalla Lazio ingaggiato a parametro zero

Trattative portieri :
Probabilmente Sarà Fontana il vice Sereni con il giovane primavera Gomiz nel ruolo di terzo

DIFENSORI
Pancaro : Svincolato non ha ancora trovato una sistemazione
Balestri : Ceduto al Mantova
Brevi : Svincolato è stato ingaggiato dal Venezia
Cioffi : Può restare oppure utilizzato come pedina di scambio
Franceschini : Possibile pedina di scambio per Mantovani
Comotto : Riscattato alle buste dalla Roma
Di Loreto :Può restare oppure utilizzato come pedina di scambio
Martinelli : Svincolato non ha ancora trovato una sistemazione
Melara : Rientrato dall'Ascoli per fine prestito. Sul mercato
Bovo : Rientrato al Palermo per fine prestito è stato acquistato dal Genoa
Coco : Rientrato all'Inter per fine prestito
Natali : Acquistato dall'Udinese
Rubin : giovane promessa acquistato dal Cittadella
Lanna : Acquistato dal Chievo

Trattative difensori :
Mantovani dal Chievo
Valdez dal Treviso
Pratali dall'Empoli

CENTROCAMPISTI
Gallo : Svincolato è stato ingaggiato dal Novara
Barone : confermato
Rosina : confermato
De Ascentis : svincolato è stato ingaggiato dall'Atalanta
Lazetic : confermato
Ardito : svincolato è stato ingaggiato dal Lecce
Vailatti : Rientrato dal Vicenza per fine prestito.Futuro incerto
Bottone : Riscattato alle buste dal Varese.Futuro incerto
Corini : svincolato dal Palermo ingaggiato a parametro zero
Grella : svincolato dal Parma ingaggiato a parametro zero
Zanetti : Acquistato dall'Ascoli

Trattative centrocampisti :
Kharja dal Piacenza
Pinzi dall'udinese

ATTACCANTI
Muzzi : svincolato resterà al Torino nel settore tecnico giovanile
Stellone : messo sul mercato dal Torino
Abbruscato : messo sul mercato dal Torino
Oguro : confermato
Konan : Rientrato al Lecce per fine prestito
De Sousa : messo sul mercato dal Torino
Bjelanovic : Acquistato dall'Ascoli
Ventola : svincolato dall'Atalanta ingaggiato a parametro zero
Di Michele : Acquistato dal Palermo
Malonga : giovane promessa svincolato dal Monaco ingaggiato a parametro zero


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