.
Martedì 16 Maggio 2006

30 Anni dall'ultimo scudetto

Radice e undici grandi contro tutti.

Di Mauro Saglietti

Nonostante il cielo grigio e l'immancabile pioggia, che si è fatta sentire fino ad un'ora dall'inizio del match, circa duemila persone si sono date appuntamento ieri sera allo stadio Primo Nebiolo, al Parco Ruffini, per assistere alla gara amichevole tra la Nazionale Stilisti ed i Campioni del Toro del 1976, in occasione del trentesimo anniversario della conquista dello scudetto.
Molte bandiere, tanti over 30 e 40 e tantissimi bambini, a colorare di granata non solo le gradinate, ma anche il futuro.
Non si fa in tempo a mettersi comodi che già siamo tutti in piedi ad applaudire. Vicino agli spogliatoi si intravede un uomo coi capelli grigi, la tenuta completamente granata ed i calzettoni abbassati.
Non ci sono dubbi ancora prima che si giri, ma il numero 11 sulla schiena fa scattare l'ovazione.
La mente vola, torna indietro a trent'anni prima, quando quella stessa maglia era andata a raccogliere un traversone sbilenco di Graziani, per spingere la palla in fondo alla porta.
Pulici entra in campo prima della gara per ricevere un premio, abbracciato a Gigi Radice, graditissima sorpresa della serata, che pare sorpreso ed emozionato per l'affetto.
E' bello rivedere Gigi.
Ci eravamo lasciati male, molto male, alla fine del 1988, nel corso di un campionato disgraziato.
E' bello fargli sapere che non lo abbiamo dimenticato e che tra i grandi c'è anche lui.
"Radice e 11 grandi contro tutti" diceva un vecchio striscione e noi certo non ce ne siamo dimenticati.
Il tempo di vedere le squadre fare il loro ingresso in campo e ci accorgiamo che qualcosa non quadra. La maglia verde del portiere non ha il numero 1, bensì il 12. Proprio così, non c'è Giaguaro Castellini ed al suo posto gioca il suo vice, Romano Cazzaniga.
Non è l'unica assenza di rilievo. Dovrebbe esserci una pelata in mezzo al campo, a duettare con Pupi, ma anche Graziani non è della partita. Ma gli altri ci sono tutti, eccome se ci sono. Ecco l'11 iniziale:
Cazzaniga, Santin, Salvadori, Patrizio Sala, Mozzini, Caporale, Claudio Sala, Pecci, Roccotelli, Zaccarelli, Pulici.
Il pensiero va a chi dovrebbe esserci e purtroppo non c'è più.
Ciao Gorin.

Pronti, via e si cerca di individuare i giocatori, le gradinate non sono proprio a ridosso del campo.
- Guarda, quello è il Califfo, quell'altro è Faina
- Califfo? Faina? Ma chi sono, Papà?
- Non importa, poi ti spiego…

Pochi palleggi e siamo subito all'attacco. Pupi corre come se avesse un motore sotto i piedi.
56 anni, ragazzi e qualcuno dice che non sfigurerebbe per i "play off".
Roccotelli ha il pallone attaccato ai piedi e ci sa fare. Non ha potuto dimostralo allora, lo dimostra adesso.
Il più in palla sembra Pat Sala, che fa il regista a centrocampo, mentre Pecci, Zac e Claudio Sala trotterellano piano piano.
Faina Salvadori va sul fondo, ma crossa col piede sbagliato e la palla va sul fondo. Poco male, col sinistro non era un fenomeno neanche allora.
Nello Santin combatte sulla sua fascia e non sfigura, mentre Beckembauer Caporale si produce in un recupero degno d'altri tempi.
Chi sembra invecchiato meno di tutti è Mozzini, anzi sembra proprio uguale a trent'anni fa', tant'è che c'è chi fa gli scongiuri, sperando che non gli venga in mente di fare un retropassaggio al portiere di testa.
Gli stilisti mica scherzano. Hanno la difesa rinforzata da un certo Luca Pellegrini e da Giovanni Francini, non due qualunque.
A metà tempo si affacciano nell'area granata, ma Caporale ci mette una pezza. Poco dopo provano la conclusione da fuori. Cazzaniga interviene ma pasticcia. In tribuna qualcuno racconta lo sfortunato aneddoto del suo scherzo a Santin, meglio tacere.
L'azione prosegue, palla in mezzo, respinta, tiro da fuori a fil di palo.
Gol.
Questa volta Romano non ci può fare proprio nulla, Toro 0 - Stilisti 1.
Si avverte un po' di fastidio, nonostante gli applausi. Diamine, questa è una festa, non possiamo perdere, anche se gli avversari hanno venti anni di meno.
Ci si ributta in avanti, nemmeno il tempo di annotare un tiro di Pulici a lato di poco, che ci si accorge che in porta non c'è più Cazzaniga. Lo speaker sorvola sul cambio, così impieghiamo qualche istante a riconoscere Giuliano Terraneo.
Esce Zac, a lui caldissimi applausi, ed entra Danova.
C'era anche lui quel giorno, ma giocava nel Cesena e marcava proprio Pupi. Non aveva potuto nulla contro il nostro super-eroe, Pupi aveva inzuccato un pallone a venti centimetri da terra, chi sarebbe stato capace di opporsi? Neanche gli dei avrebbero osato quel giorno.
Così, mentre la mente torna a quel giorno, il nostro campione non ci sta, arpiona un pallone in mezzo all'area avversaria e lo spara in porta con una rovesciata fantastica. Il portiere avversario si tuffa sulla sua destra e devia la sfera con la punta delle dita.
Delirio di applausi. Ripeto, 56 anni; se faccio io una rovesciata del genere, mi devono portare via con la gru.
La partita va avanti e lo speaker si perde qualche cambio. Sul finire del primo tempo entrano Cereser e Pallavicini, ma gli stilisti raddoppiano. La palla danza nella nostra area finché non viene spinta dentro il sacco di testa.
Torino 0 - Stilisti 2.
Ancora applausi, ma così non va.
Termina il primo tempo (di 25 minuti) e si profila una sarabanda di sostituzioni.
Il Toro cambia non solo volto ma anche maglia, dal granata si passa al bianco.
Entrano Lentini, Fuser, Crippa, Ermini, Albrigi, Asta, Comi, Benedetti, Giacomino Ferri, Menghini, Fimognari in porta (!!!), e della squadra iniziale resta solo lui, Paolino, con i suoi calzettoni abbassati.
Non c'è storia, bisogna recuperare lo svantaggio, ma il portiere avversario, di occhiali munito non scherza.
Ci prova Comi, ma l'estremo difensore respinge.
Asta è veramente in palla e Lentini si porta via due-tre giocatori per volta.
Dai e dai, qualcuno cade in area. Il pubblico urla, l'arbitro fischia. Rigore un pochettino dubbio, per non dire generoso, ma i tempi sono cambiati ed è penalty.
Per il Toro, ovviamente. Senza bisogno di telefonate.
Sappiamo già chi tira, si è impossessato subito del pallone.
Rincorsa e tiro beffardo che ricorda un rigore in un derby contro Zoff.
Palla che entra lentamente e portiere per terra. Pupi alza le braccia al cielo.
Torino 1 - Stilisti 2.
La Nazionale stilisti si ripresenta in avanti ma un certo Giacomo Ferri sradica pallone e caviglia da un avversario. Con queste premesse l'azione può anche portare al pareggio, no? Ci riesce Comi, con un bel diagonale e a qualcuno sembra che giochi meglio ora che negli anni ottanta.
Torino 2 - Stilisti 2
Si prosegue, Asta, da solo, potrebbe tirare, ma torna indietro, meglio finire così, sul 2-2.
Un po' di amarezza alla fine.
Ci si aspetterebbe il giro di campo dei giocatori, ma sotto i "Distinti", gremiti di gente granata arrivano solo Pulici e pochi altri.
Ma va bene così, ieri sera Pupi e compagni hanno ricordato, a chi se ne fosse dimenticato durante questi anni di polvere, che loro sono esistiti per davvero e saranno lì a ricordarlo ancora per molto.
Erano Radice e undici grandi contro tutti.

---------------------

Tutto il materiale fotografico presente, salvo diverse indicazione scritta, è di proprietà esclusiva di Samuele Monti e del sito www.torcidagranata.it . Il materiale è a disposizione degli utenti per la visione ed un utilizzo personale e privato.
E' quindi VIETATO il prelievo e la pubblicazione del suddetto materiale senza autorizzazione scritta da parte dello staff di torcidagranata.it

Per chi fosse interessato all'acquisto delle foto scrivere a : torcidagranata@torcidagranata.it

.
·····················
.
.
.