30
Anni dall'ultimo scudetto
Radice
e undici grandi contro tutti.
Di
Mauro Saglietti
Nonostante
il cielo grigio e l'immancabile pioggia, che si è
fatta sentire fino ad un'ora dall'inizio del match, circa
duemila persone si sono date appuntamento ieri sera allo
stadio Primo Nebiolo, al Parco Ruffini, per assistere
alla gara amichevole tra la Nazionale Stilisti ed i Campioni
del Toro del 1976, in occasione del trentesimo anniversario
della conquista dello scudetto.
Molte bandiere, tanti over 30 e 40 e tantissimi bambini,
a colorare di granata non solo le gradinate, ma anche
il futuro.
Non si fa in tempo a mettersi comodi che già siamo
tutti in piedi ad applaudire. Vicino agli spogliatoi si
intravede un uomo coi capelli grigi, la tenuta completamente
granata ed i calzettoni abbassati.
Non ci sono dubbi ancora prima che si giri, ma il numero
11 sulla schiena fa scattare l'ovazione.
La mente vola, torna indietro a trent'anni prima, quando
quella stessa maglia era andata a raccogliere un traversone
sbilenco di Graziani, per spingere la palla in fondo alla
porta.
Pulici entra in campo prima della gara per ricevere un
premio, abbracciato a Gigi Radice, graditissima sorpresa
della serata, che pare sorpreso ed emozionato per l'affetto.
E' bello rivedere Gigi.
Ci eravamo lasciati male, molto male, alla fine del 1988,
nel corso di un campionato disgraziato.
E' bello fargli sapere che non lo abbiamo dimenticato
e che tra i grandi c'è anche lui.
"Radice e 11 grandi contro tutti" diceva un
vecchio striscione e noi certo non ce ne siamo dimenticati.
Il
tempo di vedere le squadre fare il loro ingresso in campo
e ci accorgiamo che qualcosa non quadra. La maglia verde
del portiere non ha il numero 1, bensì il 12. Proprio
così, non c'è Giaguaro Castellini ed al
suo posto gioca il suo vice, Romano Cazzaniga.
Non è l'unica assenza di rilievo. Dovrebbe esserci
una pelata in mezzo al campo, a duettare con Pupi, ma
anche Graziani non è della partita. Ma gli altri
ci sono tutti, eccome se ci sono. Ecco l'11 iniziale:
Cazzaniga, Santin, Salvadori, Patrizio Sala, Mozzini,
Caporale, Claudio Sala, Pecci, Roccotelli, Zaccarelli,
Pulici.
Il pensiero va a chi dovrebbe esserci e purtroppo non
c'è più.
Ciao Gorin.
Pronti,
via e si cerca di individuare i giocatori, le gradinate
non sono proprio a ridosso del campo.
- Guarda, quello è il Califfo, quell'altro è
Faina
- Califfo? Faina? Ma chi sono, Papà?
- Non importa, poi ti spiego
Pochi
palleggi e siamo subito all'attacco. Pupi corre come se
avesse un motore sotto i piedi.
56 anni, ragazzi e qualcuno dice che non sfigurerebbe
per i "play off".
Roccotelli ha il pallone attaccato ai piedi e ci sa fare.
Non ha potuto dimostralo allora, lo dimostra adesso.
Il più in palla sembra Pat Sala, che fa il regista
a centrocampo, mentre Pecci, Zac e Claudio Sala trotterellano
piano piano.
Faina Salvadori va sul fondo, ma crossa col piede sbagliato
e la palla va sul fondo. Poco male, col sinistro non era
un fenomeno neanche allora.
Nello Santin combatte sulla sua fascia e non sfigura,
mentre Beckembauer Caporale si produce in un recupero
degno d'altri tempi.
Chi sembra invecchiato meno di tutti è Mozzini,
anzi sembra proprio uguale a trent'anni fa', tant'è
che c'è chi fa gli scongiuri, sperando che non
gli venga in mente di fare un retropassaggio al portiere
di testa.
Gli
stilisti mica scherzano. Hanno la difesa rinforzata da
un certo Luca Pellegrini e da Giovanni Francini, non due
qualunque.
A metà tempo si affacciano nell'area granata, ma
Caporale ci mette una pezza. Poco dopo provano la conclusione
da fuori. Cazzaniga interviene ma pasticcia. In tribuna
qualcuno racconta lo sfortunato aneddoto del suo scherzo
a Santin, meglio tacere.
L'azione prosegue, palla in mezzo, respinta, tiro da fuori
a fil di palo.
Gol.
Questa volta Romano non ci può fare proprio nulla,
Toro 0 - Stilisti 1.
Si avverte un po' di fastidio, nonostante gli applausi.
Diamine, questa è una festa, non possiamo perdere,
anche se gli avversari hanno venti anni di meno.
Ci si ributta in avanti, nemmeno il tempo di annotare
un tiro di Pulici a lato di poco, che ci si accorge che
in porta non c'è più Cazzaniga. Lo speaker
sorvola sul cambio, così impieghiamo qualche istante
a riconoscere Giuliano Terraneo.
Esce Zac, a lui caldissimi applausi, ed entra Danova.
C'era anche lui quel giorno, ma giocava nel Cesena e marcava
proprio Pupi. Non aveva potuto nulla contro il nostro
super-eroe, Pupi aveva inzuccato un pallone a venti centimetri
da terra, chi sarebbe stato capace di opporsi? Neanche
gli dei avrebbero osato quel giorno.
Così, mentre la mente torna a quel giorno, il nostro
campione non ci sta, arpiona un pallone in mezzo all'area
avversaria e lo spara in porta con una rovesciata fantastica.
Il portiere avversario si tuffa sulla sua destra e devia
la sfera con la punta delle dita.
Delirio di applausi. Ripeto, 56 anni; se faccio io una
rovesciata del genere, mi devono portare via con la gru.
La partita va avanti e lo speaker si perde qualche cambio.
Sul finire del primo tempo entrano Cereser e Pallavicini,
ma gli stilisti raddoppiano. La palla danza nella nostra
area finché non viene spinta dentro il sacco di
testa.
Torino 0 - Stilisti 2.
Ancora applausi, ma così non va.
Termina il primo tempo (di 25 minuti) e si profila una
sarabanda di sostituzioni.
Il Toro cambia non solo volto ma anche maglia, dal granata
si passa al bianco.
Entrano Lentini, Fuser, Crippa, Ermini, Albrigi, Asta,
Comi, Benedetti, Giacomino Ferri, Menghini, Fimognari
in porta (!!!), e della squadra iniziale resta solo lui,
Paolino, con i suoi calzettoni abbassati.
Non c'è storia, bisogna recuperare lo svantaggio,
ma il portiere avversario, di occhiali munito non scherza.
Ci prova Comi, ma l'estremo difensore respinge.
Asta è veramente in palla e Lentini si porta via
due-tre giocatori per volta.
Dai e dai, qualcuno cade in area. Il pubblico urla, l'arbitro
fischia. Rigore un pochettino dubbio, per non dire generoso,
ma i tempi sono cambiati ed è penalty.
Per il Toro, ovviamente. Senza bisogno di telefonate.
Sappiamo già chi tira, si è impossessato
subito del pallone.
Rincorsa e tiro beffardo che ricorda un rigore in un derby
contro Zoff.
Palla che entra lentamente e portiere per terra. Pupi
alza le braccia al cielo.
Torino 1 - Stilisti 2.
La Nazionale stilisti si ripresenta in avanti ma un certo
Giacomo Ferri sradica pallone e caviglia da un avversario.
Con queste premesse l'azione può anche portare
al pareggio, no? Ci riesce Comi, con un bel diagonale
e a qualcuno sembra che giochi meglio ora che negli anni
ottanta.
Torino 2 - Stilisti 2
Si prosegue, Asta, da solo, potrebbe tirare, ma torna
indietro, meglio finire così, sul 2-2.
Un po' di amarezza alla fine.
Ci si aspetterebbe il giro di campo dei giocatori, ma
sotto i "Distinti", gremiti di gente granata
arrivano solo Pulici e pochi altri.
Ma va bene così, ieri sera Pupi e compagni hanno
ricordato, a chi se ne fosse dimenticato durante questi
anni di polvere, che loro sono esistiti per davvero e
saranno lì a ricordarlo ancora per molto.
Erano Radice e undici grandi contro tutti.
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